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In questo periodo di difficoltà scatenato dalla pandemia del Covid-19 lo è ancora di più, ma quello delle informazioni false è sempre un problema costante su internet e tutti, nelle loro possibilità, devono combatterlo.
Prima di vedere quali sono i modi per contrastarle, diamo un’occhiata allo scenario che rende possibile la loro diffusione.

Al giorno d’oggi ci troviamo ancora nella seconda “versione” del web; il web 3.0 è ancora in fase “embrionale”. Ricordiamo quali sono state queste due fasi:

  • Web 1.0 (anni ‘90) – Siti statici. Gli utenti erano attori passivi e l’unica cosa che si poteva fare navigando su internet era leggere documenti (sotto forma di pagine web). Nessun tipo di interazione.
  • Web 2.0 (2004) – Siti dinamici. Gli utenti diventano parte attiva in quanto hanno la capacità di interagire con le pagine web, modificandone il comportamento a seconda delle loro azioni.

In realtà si potrebbe vedere l’avvento dei social network come un’evoluzione del web 2.0. Dal punto di vista tecnico non cambia nulla (ecco perché non si può parlare di web 3.0), ma dal punto di vista sociale la differenza è enorme.

Prima dei social network le informazioni trovate in rete erano più affidabili per un motivo molto semplice: solo chi sapeva creare pagine web era in grado di immettere informazioni nella rete. Costruire contenuti su internet era molto più dispendioso di quanto lo è adesso, non c’era il concetto di “condivisione dei contenuti”, ancora il web non aveva il potere mediatico che ha oggi e quindi creare notizie false per perseguire scopi personali non era così remunerativo.

Quello di cui una notizia falsa (“fake news”, visto che piace a molti come termine) ha necessariamente bisogno è la condivisione tra gli utenti: in questo modo, anche se qualcuno dovesse riconoscerla come tale, sarebbe difficile avvertire tutti gli altri che ormai ci sono “cascati” e quindi la notizia continuerebbe, indisturbata, a diffondersi.

Con i social network questi presupposti ci sono: creare contenuti è alla portata di tutti e costa zero in termini di tempo e denaro, anche per chi non ha la minima idea di cosa sia l’HTML. Diviene quindi necessario saper valutare ciò che si legge.

La mia opinione è che molte persone, che vedono ancora la tecnologia come un’entità mistica della quale è impossibile comprendere qualsiasi cosa, tendano a credere che siccome capire i meccanismi di internet è difficile, allora vuol dire che chi scrive contenuti sul web ha compreso questo “meccanismo difficile” e quindi necessariamente è un esperto. Va da sé che l’ultima congettura che viene fatta è che le informazioni degli esperti sono autorevoli: è vero, ma ormai tutti possono creare contenuti, non bisogna essere esperti!

Ma perché creare false notizie? Ci sono tante motivazioni: scopi politici o elettorali, attirare utenti sul proprio sito per guadagnare dalla pubblicità, per citarne alcuni.

Dopo queste premesse c’è da capire come cercare di riconoscere le notizie false. I metodi che elenco qui, posso dirlo, funzionano al 99%. Farò una distinzione tra notizie riportate su un sito web, catene di Sant’Antonio e immagini con scritte.

Per chi non lo sapesse, le catene di Sant’Antonio sono quei post o messaggi che incitano l’utente a condividerli con più persone. Il loro habitat naturale sono le app di messaggistica dove sono difficili da scovare perché passano da una conversazione privata all’altra. Fortunatamente WhatsApp, dove sono più diffuse, sta adottando metodi per contrastarle.

Notizie riportate su un sito web

La prima cosa da fare è guardare qual è il sito. Se è un sito che non avete mai sentito nominare prima rimanete sospetti, se è una testata giornalistica conosciuta è molto probabile che sia una notizia affidabile. Non fa mai male fare anche una ricerca su Google: digitate le parole chiave della notizia e leggete i risultati: più siti riportano la notizia, più potete stare certi che sia affidabile. Se solo un sito riporta la notizia e quel sito non è molto autorevole, è probabile che sia una fake news.
Certo è che se trovate un comunicato che riguarda un’organizzazione sul sito ufficiale di quell’organizzazione, è sicuro, a meno di attacchi hacker, che sia una notizia vera (es. siti del Governo o di società sportive).

Catene di Sant’Antonio e immagini con scritte

Qui c’è solo una cosa che è necessario fare e purtroppo non è sempre facile: capire chi è l’autore (o la fonte). Tutti possono scrivere del testo, tutti possono inserire una scritta sopra un’immagine e scrivere qualsiasi cosa, anche che gli asini volano. La veridicità del contenuto dipende solo ed esclusivamente da chi lo propone. Anche qui Google, che è uno strumento che non tutti sfruttano come si dovrebbe, corre in vostro aiuto. Digitate le parole chiave e cercate riferimenti come al punto precedente.

Generalmente le “fake news” sono dannose: alcune non potrebbero fare molti danni, altre invece possono creare panico nelle persone e tensioni sociali. È diventato necessario saper filtrare tutte le informazioni che riceviamo.

Caro lettore, spero che questo articolo ti sia stato d’aiuto, ho fatto del mio meglio per essere più chiaro possibile. Ti chiedo un favore: la prossima volta che condividi un contenuto sul web, se non sei tu che l’hai creato, cita la fonte. Grazie.

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